Tracce

Sai quando un libro lo senti così familiare che ti sembra abiti proprio al centro di quel piccolo organo che si narra sprigioni tutte le nostre emozioni?
Pochi ne ho incontrati davvero così miei.
Il libro è di chi lo scrive? Oppure chiunque si trovi a leggerlo può farlo suo?
Secondo me il libro è proprio come un foglio: del mondo.
Una volta che l’autore lo ha lasciato attraversare per la prima volta la soglia dei suoi sogni nel cassetto, diventa di chi lo sceglie, lo sente, lo ama.
In questo caso abbiamo anche delle illustrazioni che ci spingono a riprenderlo e sfogliarlo più e più volte perché ricche di simboli che, a ogni sguardo, vengono fuori prepotenti a bussare alla nostra capacità di interpretazione, alla nostra elasticità mentale.
La mente invecchia e si irrigidisce solo in assenza di questi stimoli, altrimenti rimane sempre giovane, curiosa e attiva.
Personalmente auspico un tramonto dei più colorati.
E voi? Come volete diventare da grandi?