Sora Peppina

Hai scritto un libro.
Pardon.
Hai scritto una cosa che potrebbe “magicamente” diventare un libro.
Oggi tutto può “magicamente” diventare libro, anche la lista della spesa d’aa Sora Peppina.
Hai scritto a 187 sciacalli.
Pardon.
Hai scritto a 187 editori.
186 non ti hanno neanche risposto.
Pardon.
186 non ti hanno neanche LETTO.
1 ti ha detto che la tua lista della spesa…
Pardon.
1 ti ha detto che sei ALAIN Proust (e tu che credevi di essere ‘aa Sora Peppina) e che “faremo un bellissimo libro”.
Hai PAGATO per “pubblicare”.
(Le maiuscole servono per i meno attenti. Le virgolette per i meno intelligenti.)
(Precisazione 2: non dirmi che non hai pagato; esiste sì, pur rarissimo, questo caso APPARENTE, ma in qualche modo paghi e pagherai.)
È venuto il tuo vero (spero non unico, sono sincero ma non ottimista) momentone: FATTE’N’SERFI (senti come suona simil “rock’n’roll”) col tuo libro ai cancelli de Ostia…
Pardon.
È venuto il tuo vero (spero ecc ecc) momentone: FATTE’N’SERFI (senti come suona simil “rock’n’roll”) col tuo libro ai cancelli delle Fierissime Fiere del Libro con Te Fiero Altrettanto.
Fai la riverenza al tuo “editore” che ti ci portò.
Occhio, ALAIN Proust, che intanto non arrivi e ti sorprenda Ayrton SENNO.
Cazzo, era vero, non sei ‘aa Sora Peppina: sei un peracottaro.
(Buono per il sistema, dannoso per la letteratura contemporanea; perché contintui, in cambio della caramellina, ad alimentare un sistema che VORREBBE nuocere a quelli buoni, agli Autori liberi e rispettosi di sé.)
E ora vai con le inimicizie e con le cancellazioni!
(Rilancio: i “pungimenti” sono complessi, e i complessi sono sempre solo tutti d’inferiorità.)
(Ciao.)

(Vado a proporre questo illuminante testo al “tuo” “editore”.)