SIMBOLO E PRASSI

Ci troviamo costantemente in una fase di sbarco, quello sulle sacre sponde del “simbolico”… prendi la tua strana attualità, non la veramente tua ma quella che ti hanno somministrato: un virus simbolicamente (più che fattivamente) mortale dal quale proteggersi con misure simbolicamente (più che che fattivamente) efficaci; un paese, la Russia, simbolicamente  (più che che fattivamente) isolato affronta un simbolico (più che che fattivo) default economico…

Il potere dei simboli non risiede semplicemente nella loro capacità intrinseca di produrre significati, quanto nella loro permeabilità ossia la loro capacità  di contaminare la prassi (come succede per esempio nelle religioni).

Il linguaggio in quanto generatore di realtà, da par suo, è sempre simbolico quali che siano le attualità: dalla svastica alla bandierina arcobaleno, dai colori della squadra del cuore agli asterischi, la scritta “Ansa” piuttosto che “Lercio” su un articolo in internet fino ai segni più intimi e personali come i tic verbali, i tatuaggi, il modo di vestire, le espressioni del viso ecc… insomma la matassa dei significanti in cui siamo costantemente immersi – inclusi quelli che noi stessi produciamo – nel suo sbrogliarsi si risolve sempre in un Significato (sì, con la lettera simbolicamente grande): a noi è la sfida di venirne a capo e poi decidere, stabilire la forza della sua forza prima che – nel suo continuo  stratificarsi – il simbolo si consolidi in “cultura” e divenga perciò più confondibile con la “Verità” e la sua Forza (sì, con la lettera simbolicamente grande).

È dunque battaglia “culturale” quella in cui alle verità simboliche piovuteci addosso per lo più dal cielo, opponiamo la prassi a sua volta come simbolo riappropriandoci del nostro linguaggio – e traendoci così fuori dal credere che ci siano piovute da dentro – o più precisamente dei meccanismi che presiedono al nostro ascolto e alla sua capacità di produrre simboli: avremo la “verità” (sì, con la lettera simbolicamente minuscola e le virgolette) come nemico, però avremo dalla nostra parte il più potente degli alleati: la Realtà (sì, con la lettera simbolicamente grande).

Valentino Picchi