Recensione del libro “Volevo dirti che non è solo l’Amore” di Alessandro Mazzà

Lui, la domanda. Lei, la risposta. E viceversa. Sono nati insieme, erano giusti prima di saperlo. Nascono insieme oggi, il primo vero giorno di Vita, quello dell’incontro. “Volevo dirti che non è solo l’Amore” di Alessandro Mazzà è un inno all’Amore ed è un inno alla Vita, cosa possibile quando finalmente ci si conosce e ci si riconosce nell’altro. È solo così che può avvenire la vera conoscenza di sé. Alessandro lo dice chiaramente: è Lei che gli ha donato gli occhi per vedere finalmente. Che vedere significa credere in un mondo possibile, che non è quello dei fumi e dei grigiori di città assediate dalla fretta, dalla velocità, ma è il mondo dei colori di cui lui e lei ne sono i pittori. Dipingono insieme il loro mondo tenendosi per mano. Alessandro ci fa capire che l’Amore è un fatto divino, ma non è un segreto da custodire in una campana di vetro, è Verità ed è così gioioso apprenderla che non si può contenere, va comunicata, perché anche gli altri credano che la vita sia possibile davvero, che un mondo altro da costruire insieme andando oltre ciò che appare, è possibile, quanto mai reale. Due anime si incontrano e si riconoscono, sono finalmente a casa perché hanno trovato l’altro, e quindi hanno trovato il modo di espandersi oltre il corpo e intrecciare i loro cuori che sono casa l’un per l’altro: rifugio faticosamente e gioiosamente costruito.
“Vivo per dire quel momento magico/ in cui due anime mute/ si sono tese le mani di vento/ si son riconosciute”
“Il cuore smette poi di essere sprecato quando tu eleggi casa tua il mio, io eleggo casa mia il tuo”.
Quando la casa dell’amore è costruire insieme, ricercare insieme, tutto appare chiaro: “volevo dirti che non è solo l’Amore”. Alessandro ci fa sognare, rimanendo ben ancorati al terreno, traspone la sua vita con forza e potenza in questo libro. Ci fa capire che l’Amore non è un mero fattore trascendentale, ma è una manifestazione divina quotidiana e che per essere davvero contemplato e rispettato va abbracciato, vissuto, messo in atto in ogni attimo, attivamente. E infatti così ci dice:”Non possiamo rimanere abbracciati per sempre; c’è l’orologio, c’è l’aria, c’è la fame, la sete; l’amore non sostituisce, non è un’eclissi, non è vero che elimina il mondo; […] l’amore veramente dà la bellezza di fare insieme; è il partito più rosso e più politico che c’è.”
Quello di Alessandro è un giuramento solenne, la promessa d’amore urlata con eleganza al mondo, impressa nella carta con l’inchiostro, dopo esser stata impressa col sangue nell’anima. Il linguaggio si fa via via sempre più complesso per necessità di ricerca, di trovare una soluzione comunicativa efficace alle immagini dell’Amore. Non è affatto semplice, eppure lui ci riesce e lo fa accogliendoci e mostrandoci la Bellezza. È come essere insieme a loro due mentre ci dicono :” Guarda”. Tu ne osservi una parte, ma è un mondo in costruzione in ogni futuro presente, di adesso e ancora di adesso. Sempre nuovo. È la magia del quotidiano, del cantare, del leggere, del guardare, del sognare. È l’Amore che permea ogni cosa toccata, vista, prodotta insieme. Grazie Alessandro perché hai voluto dire, perché hai creduto e credi, grazie perché la voce di questa lettera infinita è un’eco inestinguibile che ci contagia e ci muove. Grazie Sandra, per aver fatto nascere queste parole, che come lingua di fuoco scaldano l’anima.