Perché e come comunicare? Oltre le parole

L’uomo è uno dei pochi esseri  in natura ad avere l’opportunità di comunicare con il linguaggio verbale, in particolare tramite la parola, ma quest’atomo della comunicazione è solo una parte di quello che viene veicolato con questo linguaggio. Secondo Watzlawick la parola ha come corredo una comunicazione analogica che include la gestualità, la postura, la prossemica in generale. Proprio il comportamento che si assume quando si parla è già esso stesso una forma comunicativa e … anche il silenzio stesso trasmette la non comunicazione.

Un altro dettaglio che spesso sfugge è che non sempre si è consapevoli di comunicare, infatti, pur non proferendo parola o non attuando un dialogo, spesso, si possono osservare micro conversazioni fatte di espressioni, azioni che mostrano più di quanto si possa pensare su una persona. La comunicazione non verbale, in questo caso, mostra molto di più di quanto si possa pensare o si voglia mettere in luce.

In questo contesto non si possono trascurare anche altri mezzi comunicativi (non verbali) come l’abbigliamento, la postura, la mimica facciale, la distanza che si mantiene tra persone. Infatti, da questi segnali il possibile interlocutore può adattare il suo comportamento all’altra persona che si trova di fronte o scegliere con chi e come interfacciarsi rifacendosi ad un’affermazione di Abercrombie: “noi parliamo con i nostri organi vocali, ma conversiamo con tutto il nostro corpo”. Un elemento che si aggiunge, dunque, alla comunicazione non verbale già citata può essere l’osservazione che permette di avere più informazioni sulla persona che ci troviamo di fronte interpretando gesti, movenze.

Comunicazione non verbale: cos’è e quali sono i diversi settori 

La semiotica è la scienza che studia la comunicazione non verbale mediante segni, ma esistono diverse discipline all’interno di questa scienza:

  • La paralinguistica che studia l’intonazione della voce, l’intensità della voce e la velocità con cui si parla.
  • La cinesica che studia la gestualità e la mimica. Le espressioni facciali di una persona durante una conversazione ci danno molti indizi di ciò che la persona sta sentendo. Oltre ai gesti che possono essere consapevoli, non intenzionale o adattivi.
  • La prossemica studia lo spazio o le distanze come fatto comunicativo

Un elemento che si aggiunge, dunque, alla comunicazione non verbale già citata può essere l’osservazione che permette di avere più informazioni sulla persona che ci troviamo di fronte interpretando gesti, movenze.

Secondo Bauman, però, “il vero problema dell’attuale stato della nostra civiltà è che abbiamo smesso di farci delle domande” quindi si andrebbe meno in profondità nell’analisi di un comportamento, di un’affermazione, i numerosi schermi e impulsi continui non permettono di soffermarsi sulla mimica dei volti per capire la coerenza tra la comunicazione verbale e la loro gestualità.

Il viso è una delle parti più espressive del nostro corpo in quanto è la sede principale delle emozioni, a volte può trarre in inganno per l’interpretazione delle emozioni per questo è importante ricordarsi che un’emozione per definirsi reale si estende a tutto il corpo, non può essere circoscritta solo dall’espressione del viso. Per poter comprendere gli altri è, perciò, fondamentale capire in primis se stessi decodificando il linguaggio del corpo, solo così sarà più semplice ed efficace comprendere l’altro, considerandolo come “altro da sé”. 

Bibliografia essenziale

Bauman (2002), Modernità liquida. Roma, Edizioni Laterza.

Birkenbihl (1990), Segnali del corpo. Milano, FrancoAngeli