La trap music è la pietra tombale della cultura musicale

Articolo pubblicato su Facebook l’8 maggio 2018 nelle “note” (ora non più visibili)

Ho sempre avuto problemi nei confronti degli adolescenti. Anche quando lo ero pure io. Non so, forse questo agire non-comunicativo di chi ce l’ha con il mondo intero, o forse il senso del “branco”, che non ho mai avuto, fatto sta che già da ragazzo mi davano fastidio le pose, la totale mancanza di spontaneità, la voglia di apparire più grandi, assumendo comportamenti ridicoli e rubando i soldi dalla “borsetta di mammà”.

 

Passano gli anni e il fastidio cresce, ma rimane pur sempre contenuto, anche perché ad un certo punto digerisci quella consapevolezza che ti istiga a dire a te stesso che non sono solo loro a viversi i problemi dei quali non si rendono conto, ma che tu per primo hai evidentemente qualche nervo scoperto derivante da chissà quale vissuto. “Lavora su te stesso, Lidio”, e “cerca di capire che questo fastidio enorme che l’adolescente ti provoca non dipende dall’adolescente, ma solo da te”. Ok, è vero. D’accordo, mi ci metto.

 

Forse senza riuscirci appieno. Altrimenti non sarei qui a sfogarmi scrivendo questa immensa puttanata.

 

Ma proseguiamo. In epoca più recente, arriva il fastidio per le cuffiette troppo alte che ti fanno venire voglia di avere un paio di forbici taglienti per troncare il filo. Ma, tutto sottratto, basta cambiare posto e allontanarsi.

 

E oggi? Gli attuali adolescenti evidentemente considerano i portatori di cuffiette troppo anziani per essere confusi con costoro.

 

Ecco allora l’apoteosi: le “casse” che riproducono il sound in modo spettacolare (via bluetooth). Tanti piccoli e improbabili “diggei” che si dilettano ad ammorbare i compagni di viaggio, sulle corriere, sui treni, sugli autobus, e che anziché abbassare il dispositivo, parlano fra loro a voce alta (altrimenti non riuscirebbero a comunicare).

 

Dici: “vivi e lascia vivere”… sì certo. Ma anche loro dovrebbero fare vivere chi diventa – suo malgrado – il disgraziato ascoltatore di rumori che non ce la faccio proprio, da musicista, a definire musica. La trap music è porcheria allo stato puro. E’ tutta uguale. Ti irrita, soprattutto se sei costretto a subirla per un intero viaggio. Inutile chiedere al minus habens di abbassare o addirittura spegnere (sia mai!) la “cassa”. Ti guarda. E, se capisce, ti ride in faccia. Altrimenti non ti degna neanche di una risposta, non perché arrogante, ma probabilmente solo perché non riesce a decifrare un linguaggio “umano”.

 

Fra poco, costoro potranno votare (due domandine me le farei).

 

Sì. Il mio problema con gli adolescenti, nonostante gli anni passati a lavorarci sopra, è rimasto. E nel frattempo sono diventato troppo vecchio. E (forse) ragiono da vecchio.

 

Triste realtà, se si pensa che ho ancora la consapevolezza che è inutile prendersela con i giovani, come facevano – sbagliando – i nostri vecchi tanti anni fa, ma che sarebbe invece molto efficace comprendere finalmente che la responsabilità è nostra.

 

Riusciremo in questo intento? Non ci credo. A tal punto che mi viene in mente “Idiocracy”, un film di una dozzina di anni fa, ambientato nel 2505… ma a me sembra che ciò che viene preconizzato in quella pellicola stia accadendo ora.

 

Lidio Maresca (8 maggio 2018 – Facebook.)