InSognami a vivere

Un battello scivola sul mare del nord, ghiaccio e freddo sono le sensazioni che provo; approdo su un’isola. Verità o finzione? In sogno tutto è concesso: sono albero, fiume, uccello, sono uomo, donna, vivo in un’altra dimensione, epoca, Tutto è reale, Tutto è
colore.
Il sogno è parte di me, della mia esistenza, il viaggio tra ciò che vivo e ciò che sento, il confine trasparente tra la
vita e la morte. Ma anche la morte, in sogno, è vita, sensazione profonda, essenza trascorsa o futura, non importa, ciò che conta è
il ricordo vivido al risveglio.

Nel 1927 John W. Dunne, un ingegnere aeronautico, pensatore, ricercatore, visionario, scrisse An experiment with Time, un libro che descrive un esperimento dell’autore sulla sua percezione del sogno. Dunne attuò sin dal 1898 degli esperimenti sui sogni premonitori, svegliandosi a comando e analizzando statisticamente quanti dei suoi sogni si avverassero, quanti fossero ricordi del passato e quanti non avessero nessuna connessione.

Un’analisi quantica e moderna lo portò a raggiungere una visione contemporanea del tempo, nel sogno la linea del tempo non è separata, passato, presente e futuro si incontrano simultaneamente, dando vita a una dimensione di tempo unica.
Dunne percepì la dimensione del sogno come una reale forma  di tempo, ogni fase della vita è racchiusa nell’attimo in cui la
fantasia onirica si materializza in ricordo. Il cervello fisico abita una dimensione quantica, parallela, che nel sogno, si manifesta.

La sensazione che proviamo nel ricordare un sogno è epidermica, vitale, avvenuta, anche se ancora non nello spazio fisico, ma sensibile. Dunne sosteneva inoltre che quando moriamo, sono solo i nostri sé fisici a morire, i nostri sé superiori sono oltre il tempo mondano.
Nel sogno quindi possiamo sperimentare la sensazione di un altro mondo, fuori dal tempo che conosciamo e che possiamo toccare; ma la materia non è la sola prova dell’esistenza di qualcosa o qualcuno. Oltre la materia, nel pieno del nostro profondo e sensibile luogo di Vita, esiste il sogno, il luogo speciale, unico, originale, Nostro. L’arte visita questo luogo, il sogno si fonde con la creatività, nell’arte convivono i Tempi, di ogni dimensione.
Quando scriviamo, componiamo un brano musicale, dipingiamo, quando esprimiamo noi stessi nella danza, nella recitazione, nel canto, nelle forme d’arte il sogno non ha bisogno del buio, della notte. La notte è il risveglio del candore, della purezza e dell’ingegno. L’oscurità assume un significato salvifico, di bellezza e creatività. Nel buio sogniamo, diamo vita alle forme eterne di Tempo, inattaccabili dalla materia. Sognare non è dormire. Il risveglio nel cuore del sogno imprigiona i ricordi, manifestazione d’ingegno.
Nel mare del sonno profondo, osservo la vita che scorre, avanti e indietro.
È questa la mia macchina del tempo.
È questo il mondo che voglio conoscere, visitare e raccontare.