IL TEMPO ARTISTICO

Ogni azione che compiamo, qualsiasi cosa facciamo richiede un “tempo”, ma ciò che impropriamente chiamiamo “tempo” è semplicemente il modo in cui quel gesto, quella azione dà un significato allo spazio, ossia alla forma in cui è immerso e con cui interagisce.

Possiamo definire “artistico” ogni gesto che appunto riesca a “muovere” la realtà (“arte” significa “movimento”) creandone di nuova sul piano dell’esperienza e dell’osservazione (in quanto esperienza anch’essa) soggettive.

Ciò che definiamo “opera d’arte” in particolare, inizia a produrre il suo senso ben prima della sua realizzazione, già nel pensiero dell’autore che determinerà poi le sue azioni ulteriori: l’opera insomma, si tratti per esempio di un ritratto o di una poesia, non è soltanto quella ormai conclusa e visibile (leggibile), ma l’intero processo che inizia nel mondo delle idee fino a includere tutto il significato che essa continua a produrre in qualsiasi potenziale osservatore.

Pensiamo al banale caso della Monna Lisa leonardiana che continua a produrre senso ben oltre il momento in cui è stata realizzata: è “tempo artistico” quello prodotto da un’opera d’arte che trascende il tempo convenzionale continuando a produrre linguaggio (e questo è ciò che la differenzia dal gesto non-artistico).

Come “fatto” che trascende il tempo, la capacità di produrre e interpretare l’arte ri-trae l’individuo in una dimensione extratemporale, fuori dal calcolo orizzontale della “durata”.

L’arte è prova che nell’uomo esiste qualcosa che viaggia al di là del tempo e dello spazio, una vera e propria finestra su questo qualcosa che possiamo chiamare “spirito” in tutte le accezioni filosofiche con cui questo termine può essere interpretato, non a caso l’arte nasce dall’ “ispirazione”.

In definitiva, nell’arte è possibile non una semplice fuga dal tempo ma la creazione del tempo stesso, in cui viene rivelata all’uomo la sua dimensione più vera: non quella di una creatura materiale che attenda, con la morte, alla definitiva esperienza spirituale, ma di una creatura spirituale che attende, in questa vita, a momentanee esperienze materiali.