Il fragore del silenzio

Articolo pubblicato su Facebook il 30 settembre 2019 nelle “note” (ora non più visibili) 

Nulla è più ingombrante del silenzio. E’ vero!

 

L’accidia, ma anche l’ignavia (tanto condannata dal sommo poeta), sono in fondo dei comportamenti, delle attitudini. Offrono al male la possibilità di allignare laddove la negligenza, l’indolenza, il disinteresse, l’indifferenza, la trascuratezza, ma soprattutto la pigrizia mentale traspaiono come reali e pericolosi burattinai.

 

Ma chi sono i burattinai? Chi è che ha interesse a forgiare automi assolutamente incapaci di scegliere con la propria testa? E questa è la prima domanda alla quale non voglio dare risposta perché cadrei banalmente nella retorica che è un esercizio sciocco e ripetitivo. Da chiacchiera da ascensore, manco da bar.

 

Partirò pertanto dalla seconda, che è la seguente: per quale motivo frasi banali come “la verità sta nel mezzo”, “non voglio schierarmi” oppure, la peggiore di tutte, “non mettetemi in mezzo”, sono ormai da tempo imperativi che la maggioranza segue acriticamente senza chiedersi se magari sarebbe più opportuno partire proprio da qui, da questi fondamentali, per scardinare incrostazioni mentali che impediscono l’autocritica e che soprattutto occultano le alternative?

 

La risposta a questa seconda domanda fa capo alla prima. La pigrizia mentale, la mancanza di autocritica, la tenacia, anzi: la protervia nel voler avere sempre ragione, non certo per arroganza, ma per paura – che è possibile perdonare a un adolescente ma non a un adulto – sono gli elementi che hanno fatto cadere le connessioni.

 

Che parolona, la connessione!

 

In un mondo dove tutto è connesso io ho il coraggio di dire che sono cadute le connessioni. Beh, sì: credo proprio di sì. Non stiamo discutendo di quelle tecnologiche. Quelle ci sono. Il frigo lo puoi interpellare via 5G, fracassandoti gli ultimi neuroni come se infilassi il tuo cranio in un microonde, e lui ti dice cosa manca mentre sei già al discount. E anche l’armadio del bagno è capace di spiegarti che il balsamo e la carta igienica stanno finendo, attraverso le medesime, discutibili, interazioni.

 

Io parlavo di altre connessioni. Quelle scambievolezze costruttive che si formano attraverso i contenuti, il confronto di idee, l’ascolto, la considerazione e il rispetto dell’altro da sé. Concetti ormai in disuso. Accoglienza e integrazione, che nonostante tutto mi rifiuto di considerare chiacchiere e distintivo. Eliminazione di tutti i preconcetti e di tutti gli stereotipi, che non sono più accettabili negli anni venti ai quali ci stiamo per affacciare.

 

Quindi, sia ben chiaro: quando parlo di collaborazione sono ben lungi dal riferirmi alle emanazioni di ignavi che nel momento in cui fiutano un possibile pericolo – amplificato da allarmismi mediatici ben pilotati – si trasformano in focosi sostenitori di una fazione anziché di un’altra. Quello sì è lo “schierarsi” che io condanno! Ma non confondiamoci, per favore.

 

Il paradosso, infatti, è proprio questo. Il perbenismo piccolo borghese determinato dall’ignoranza e dalla mancanza di autocritica agisce in modo sotterraneo. Per cui il benpensante, alla fine, si trova costretto a condannare chi chiede di schierarsi, senza minimamente distinguere fra chi invita ad esporre una propria legittima posizione da chi urla come fanno i tredicenni “o con noi o contro di noi”, mettendo gli uni e gli altri nel medesimo calderone.

 

Precisazione numero uno: per “costretto” intendo indotto, obbligato dai propri burattinai a fare ciò che fa. Tutti gli integrati ce li hanno, i propri manovratori, e ce li ha anche l’autore di questa inutile nota che si illude ingenuamente di non essere inquadrato dal sistema.

 

Precisazione numero due: per tredicenni non intendo solo chi anagraficamente è tale, ai quali, ripeto, si può ancora perdonare un comportamento privo di mezzi, ma alludo anche ai tifosi da stadio, alludo ai cacciatori, alludo agli stupratori, ai sessisti, agli omofobi, a quelli ai quali stanno sulle palle i vegani (ma anche a certi vegani che scassano la minchia in maniera insopportabile, e lo dico da vegano e soprattutto da antispecista). Alludo a quelli che non maturano mai, non perché incapaci, ma perché non vogliono maturare. Proprio per scelta, perché è più comodo. Alludo ai vampiri energetici e a quelli che per ottenere la loro squallida vittoria si ritrovano ogni maledetto giorno a cercare di fare leva su ogni possibile senso di colpa dei loro malcapitati interlocutori. Alludo alla massa di spettatori eterodiretti che sanno tutto di quell’attricetta o delle sorti del cuoco o del calciatore che va di moda nelle ultime settimane e che quindi hanno ormai ben poca speranza riguardo la loro guarigione dalla deriva e dall’assenza dal mondo.

 

Alludo.

 

Perché tutte queste persone sono rimaste ad un’età mentale da preadolescenza. Senza una reale evoluzione.

 

Chi è che oggi agisce sganciato dai propri interessi personali? Questa sarebbe la terza domanda, ma immagino che anche in questo caso, come nel primo (qualche riga più su) sia superfluo rispondere: tanto avete certamente capito dove voglio andare a parare.

 

Lasciatemi sognare un mondo dove non esistano più i comportamenti che generano i mostri ai quali ho fatto allusione poco fa.

 

Lasciatemi sognare senza alcuna retorica un mondo nel quale ci siano persone con una sola faccia e non con una diversa a seconda delle circostanze e del contesto, persone che siano più rilassate e che non vogliano tenere tutto sotto controllo, persone che non cerchino costantemente il proprio tornaconto, persone che siano incapaci di manipolare gli altri, persone che non imbroglino. Persone che non raccontino bugie, che dicano sempre come stanno realmente le cose, senza omettere nulla, che abbiano il coraggio di ammettere i propri errori, che non si rendano ridicole negando fatti che sono evidenti.

 

Lasciatemi sognare un mondo dove chiunque possa schierarsi, pacificamente, serenamente. Sapendo che può dire la propria opinione senza timore. Sapendo di essere poi rispettato e non “bannato” (né virtualmente né realmente).

 

Ma soprattutto, un mondo dove non esista più la paura di schierarsi. Dove non esistano più persone che scelgono – deliberatamente – di non schierarsi per godere di benefici che eticamente sanno di stantio e di muffa. E di vecchio.

 

Lidio Maresca (30 settembre 2019 – Facebook.)