Giacomo Rossi

RECENSIONE ‘Crepuscolaria’

 

Non si ha necessariamente bisogno di un corpo per continuare a vivere. Vivere dipende dalla collaborazione di tutto l’universo, di ogni particella minuscola che combacia con un’altra e tutte insieme aiutano al lento divenire e una trasmutazione continua. 

 

A Giacomo abbiamo donato il cuore e lui l’ha fatto sua dimora. Giacomo vive nei nostri cuori e continua a scrivere come ognuno di noi. Non ha bisogno del corpo per sedersi nella sedia di fronte e scambiare due parole davanti a un caffè bollente, di sorridere e commuoversi davanti all’irripetibilità della magia di un tramonto.

 

La sua poesia urla di una bellezza autentica!

 

In questa nuova silloge poetica è nota fin dalle prime parole la grande voglia di vivere, la narrazione di sé, il suo sguardo e l’impatto con la corteccia millenaria del mondo. Si rivela potente la ricerca di una identità poetica, lasciandosi scoprire crepato e fragile e nello stesso tempo indistruttibile. La sua anima simile a una mangrovia, ha trattenuto il veleno dell’intera esistenza trasformandolo in versi e linfa vitale per futuri occhi in cerca di salvezza.
Il lettore si troverà a penetrare una tale densità di pensieri che volutamente Giacomo ha concentrato in ciò che sarebbe stato il suo testamento artistico.

 

‘.. Io che debbo andare, ti lascio il mio saluto..’

 

Così recita una sua poesia. Saluto colto, curato e amorevolmente offerto al lettore sotto forma scritta, un libro meraviglioso, da Libereria, con l’aiuto fondamentale della sua inarrestabile mamma, Rosalba Itrià, Massimiliano Bardotti e Alessandro Mazzà.
Si tratta di una vera e propria gemma letteraria che ha un valore poetico e umano.

– Abbiamo un fratello che ci abita il cuore mentre:
‘vi è un inviolabile silenzio tutto attorno’
e la sua voce continua a risuonare e vivere in eterno.

 

Mishel ✍️ #Libereria