Facciamo un valzer.
1 Sei venuto qui a fare numero o a fare una conquista?
2 A specchiarti o a fare un passo?
3 Qual è la cosa più importante, più utile e soprattutto più indiscutibile che hai imparato, se qualcosa di vero hai imparato, a partire dalla tua piagnucolante e ignorante, “protetta” e condizionata, apparizione al mondo?
1 Che la carbonara si fa con l’uovo crudo?
2 Che gli assiri andavano sempre appresso ai babilonesi?
3 Che un corpo immerso in un liquido riceve una spinta e annega?
1 Che se ti vendi il culo e peggio ancora la dignità potrai fare “successo” o soldi?
2 Che se appartieni a qualcuno e sventoli per lui starai più al sicuro?
3 Che se rinunci a pensare e deleghi qualcun altro a farlo, addirittura fino al logicissimo punto di non accorgerti nemmeno che così stai facendo, vivrai meglio?
1 Che la vita l’hai capita solo tu?
2 Che la vita è una gara?
3 Che tu sei tu e gli altri non sono un cazzo?
1 Che se passi coi piedi sopra qualcun altro ti sentirai più realizzato?
2 Che se rubi a qualcuno sei più furbo?
3 Che le malefatte e le bugie hanno le gambe lunghe?
1 Che le maggioranze hanno ragione?
2 Che le maggioranze sono qualcosa?
3 Che sembra tu stia vincendo al loro seguito?
1 Che devi avere un nemico?
2 Che devi mettere un’etichetta al nemico?
3 Che bisogna sciroppizzare i discorsi in slogan per evitare di discutere, di pensare, di guardare?
1 Che bisogna giudicare?
2 Che la tua “morale” da dopolavoro è tua?
3 Che anche fosse tua è poi “buona” per un altro?
No.
Te lo dico io qual è.
1 Che si muore.
2 Che morirai.
3 Che non sai quando.
Ora dica il candidato (alla morte) cosa cazzo aspetta:
1 a essere felice,
2 a vivere in pace coi suoi simili,
3 a iniziare un vero scambio comunicativo ed emozionale fondato sul rispetto e sull’ascolto, sulla trasparenza e sulla lealtà, non sulla menzogna o sull’ipocrisia, non sul “potere” o sulla “gestione” degli altri.
Thanks for the dance.
