Etica e morale: la visione antispecista

Etica e morale, qual è la separazione tra il concetto di “regole” comportamenti e profondo rispetto dell’altro da noi?

È una percezione che va ben oltre le Norme stabilite, come la morale indica. L’etica ha di fronte il Sistema vita, non solo umano, ma la grande varietà di organismi viventi, che hanno lo stesso diritto, la stessa dignità, la stessa libertà, che provano emozioni, sofferenza, paura.
Il senso che l’Umano prova nel sentirsi in cima ad una piramide di prevaricazione, è soprattutto, lasciatemelo dire, una convinzione che deriva dalle religioni abramitiche, il dio che crea ad immagine e somiglianza un altro essere, dal quale poi scaturisce, la donna, quindi non sullo stesso piano, sullo stesso stato di diritto, ma leggermente più in basso, poi gli animali, creature accessorie che sono Create per il fabbisogno dell’Uomo: cibo, divertimento, salute ecc… e poi le piante, che seppure abbiano il compito fondamentale di mantenerci in vita, Tutti, sono considerate anch’esse accessori e forme di vita da sfruttare nel peggiore dei modi.
Mi sono chiesta perché l’essere umano ha questa necessità di indebolire gli altri Sistemi, le altre Nazioni, perché il diritto alla libertà, all’esistenza alla dignità della vita è continuamente calpestato dalla visione antropocentrica dell’Essere Umano che non si sente più parte di una famiglia, ma parte di una specie che va essa pure annientata.

E c’è un altro fattore che mostra la confusione e i contrasti dovuti alle convinzioni speciste: gli esseri umani religiosi dovrebbero essere Teocentrici e invece hanno stabilito che la forma umana sia la forma di Dio e non il contrario. Dio creato dall’uomo ad uso e consumo delle convinzioni devianti e comode, per soddisfare i bisogni primari.
Qui l’etica non c’entra, si supera il limite della vita, dello spazio altrui, si supera la compassione, l’empatia non esiste, scompare ogni forma di rispetto. Guardare negli occhi un animale maltrattato (e quando dico animale intendo umano e non umano) non mi vengano poi a dire che chi ha scelto di essere vegan non pensa alla sofferenza degli umani ma solo a quella degli animali – non genera quel senso di cura rispetto, di attenzione a quel dolore, l’ignavia della coscienza addormentata, comoda e silente che sopporta il sistema perché ormai è così che l’essere umano vive e cresce, è il grave pericolo dell’umano moderno.
Specismo, violenza, sessismo, razzismo, omofobia, tutte forme della stessa tendenza alla prevaricazione inconsapevole, la più pericolosa, ripeto.

Perché gli animali sono esseri che in questo mondo non hanno voce, come le donne in certe parti del mondo, i bambini, gli omosessuali, le differenze di genere e da queste apparenti differenze emerge una unica grande verità: gli esseri umani sono l’unica specie al mondo che oltre a non avere Etica, non hanno nemmeno morale.
E vi dirò di più, a costo di sembrare estrema, gli umani che hanno coscienza e senso etico, sono evoluti, per me l’evoluzione della nostra specie è una strada segnata dalla consapevolezza dell’altro, distruggere non può essere una forma di evoluzione, siamo a livelli di tecnologia avanzata, siamo esseri che viaggiano verso la scoperta di altri pianeti e non abbiamo ancora il senso dell’altro da noi. Uccidere animali a miliardi non può avere nulla di etico, né morale, anche se lo facciamo da sempre. Proprio per questo credo che l’evoluzione umana si sia arenata, siamo in un blocco di convinzioni cieche.
Basti pensare a come i bambini si avvicinano agli animali e a come la violenza nei confronti di questi ultimi sia un indicatore di pericolosità sociale. Perché se un bambino tortura un animale è visto come un essere potenzialmente pericoloso, con delle devianze, e un essere umano adulto tortura, schiavizza, uccide, viviseziona, esseri inermi senza che la società lo possa considerare uno psicopatico. Avete idea di cosa succede nei mattatoi, a quali torture sono sottoposti gli animali?

La nostra società, e di questo sono convinta, si fonda sulla violenza, non sull’etica, sulla morale acquisita dalla legislatura, dalle imposizioni, dai verdetti che impongono un modus generale e comune, accettato dai più, che non comprende la libertà, né la dignità di altri da noi. Insisto sul concetto di Altro, perché lo vedo anche nelle piccole cose, nei comportamenti quotidiani, nel lassismo, nel qualunquismo, nella falsa morale, nei giudizi, nella schiavitù.
Adesso stiamo attraversando un periodo di oscurità estrema, obblighi vaccinali mascherati da senso civico, migliaia di animali sacrificati per la falsa scienza, per l’illusione di immunizzare una società malata. Sappiamo bene che la maggior parte delle malattie attuali derivano dal contatto violento degli umani nei confronti degli animali, le zoonosi non sono menzionate; molti microorganismi altamente contagiosi provengono da laboratori di bio teconologie.

Non è previsto un cambiamento di rotta da parte dell’umano: mangia animali che portano infezioni, deforesta e quindi libera da habitat naturali, esseri e organismi che avrebbero dovuto restare in quell’ambiente. La natura ha un suo equilibrio un suo sistema che l’umano viola in continuazione.

Come pensiamo di poter vivere o meglio, sopravvivere, in una società di individui violenti, specisti e menefreghisti?