Due domandine

In quest’epoca vacua e ottusa e inabitabile nella quale TUTTI sono “scrittori” e TUTTI gli editori medio-piccoli si dichiarano “indipendenti” (perché suona meglio, ma senza dire DA cosa):

>>> Chi è “Scrittore”?

Chi ha fatto, chi ha dovuto fare, chi ha voluto fare, almeno una volta nella vita, i conti con l’esigenza di realizzare una struttura-libro, di produrre un messaggio creativo in lingua altra, in lingua artistica, dandosi, dopo averlo composto, anche il compito fondamentale di pensare per esso una struttura portatrice di coerenza architettonica; dunque, chi è stato almeno una volta creatore di un libro e non semplicemente chi riempie pagine magari anche di eccellenti prove letterarie.

>>> Chi fa “Editoria Indipendente”?

Chi mette al centro della vicenda editoriale gli Autori, chi si dà una missione culturale e la conduce da posizioni e verso posizioni inevitabilmente di rottura rispetto al latifondo e al bieco e svilente mercato dei nostri tempi, chi non si fa pagare per pubblicare ma invece ricerca, e certifica, valore, chi non finge di stampare e neanche stampa per il macero, chi non ha l’Autore come “cliente” o come “committente”, insomma chi seriamente si mostra ed è e agisce da seriamente alternativo al popolo dei commercianti avvoltoi travestiti, chi non appartiene alla giungla delle camere di commercio e porta avanti il proprio progetto senza l’ombra di un compromesso col sistema, con assoluta difficoltà, gratuità, libertà, felicità.