Casa Libereria, una base di partenza

Nella mia vita ho sempre avuto necessità di punti fermi. Specialmente quando collaboro a un progetto. E paradossalmente mi sono ritrovato in una selva oscura.

Poi ho cambiato occhiali.

Ho capito che i punti fermi non esistono e da allora sto partecipando a un’idea, forse balzana, ma che proprio per questo reputo più seria di altre. È un disegno iniziato da una squadra di Artisti, che avevano fame di cultura e per tale motivo la producevano e la producono.

Anzi, la produciamo.

Un po’ come il cuore. Non funziona se non gli arriva il sangue che esso stesso pompa tutto intorno a sé.

La fame era (ed è) determinata dall’esigenza di nuovi spazi per esprimersi. Eravamo semplici artisti, desiderosi di gestire le nostre opere e ora siamo una forza unita di operatori culturali che combatte contro il deserto.

La paura di morire di sete, direte.

No. Non ci spaventa, come non ci può spaventare la fame. La nostra determinazione è una risorsa inesauribile. Il panorama culturale va cambiato rompendo gli schemi obsoleti e ridando valore e significato alle opere artistiche. Non importa se esse siano musicali, letterarie, o pittoriche.

Le nostre sono prevalentemente letterarie, ma non mi piace l’idea di incasellare ciò che produciamo, mettendoci sopra un’etichetta. Giorno potrebbe venire nel quale, da semplice romanziere, mi scopro scultore. Mai porsi limiti!

Tutto ciò che abbiamo fatto, da oggi ha una stazione.

E le parole sono come vagoni, con i titoli delle nostre opere che paiono locomotive. Sempre più potenti. Esse si abbeverano al rubinetto della nostra Casa. In modo da partire e ripartire.

Quasi continuamente – a Casa Libereria – si sente l’annuncio: “Si prega di oltrepassare costantemente la linea gialla”. Veniteci. È un luogo reale. Fisico. Oltrepassate la linea gialla e fate click su “Casa”, nel menu, qui sopra. Si. Proprio qui sopra.

“Si prega di oltrepassare costantemente la linea gialla”