“berlusconi”

A scanso di eventuali colpi di scena, Silvio Berlusconi è morto. Davvero.

‘A livella di decurtisiana memoria non ha risparmiato neanche lui, come legge di natura impone a dispetto d’eccezioni “ad personam” cui lo stesso ci aveva politicamente abituato.

Non muore ancora invece “berlusconi” prodotto culturale, e in quanto tale destinato ancora a far parlare ma sì proprio nel modo culturale da esso stesso suscitato: ed ecco apparir vano e poco pertinente invocare quel “rispetto per i morti” per il Berlusconi patron-marito-figlio-amico-fidanzato-pigmalione-capo – un rispetto pertinente a chi lo vive e visse in tal prossimità – quando invece l’argomento per i più non può esser che soltanto “berlusconi”.

Par coerente allor che nella fisica solennità di un grande addio – di stato addirittura – quel rispetto e quegli onori assumano la forma e il suon di cori (“chi non salta comunista è!”, “c’e solo un presidente!”), cornice popolare allo stuolo di variegata fauna vip e toccati a varia guisa dalla mano del Mida di Milano 3, d’altronde ogni creatura eredita nei tratti la fisiognomica del suo creatore: sì perché l’ Italia di “berlusconi” non è solo e banalmente la che va a mignotte e se ne vanta o la dell’espediente a franca farla, quella del sei ricco e quindi bravo o quella del “vabè c’è chi ci pensa”.

L’Italia del “berlusconi” è l’ Italia del marketing, che infatti il nostro vedeva da gestire a mo’ d’azienda (la sua), della politica intesa a compravendita (e contratti stipulati in teatri vespasiani…) quando piuttosto sarebbe solo vendita di fatti e poc’ altro in cambio d’agognata croce sulla scheda elettorale.

Ecco, “berlusconi” ha comprato molto di noi ed è questa l’ inattaccabile onestà di lui, perché il problema in fin dei conti riguarda solo noi, non certo Silvio Berlusconi paceallanimadilui… Siamo noi a dover far conto di quanto ci è rimasto ancor da vendere e piazzare sul mercato di politica e costume, di cultura e di progresso: basta accender la TV come s’accenda uno specchio, giacché intero o quasi t’ha comprato… quella è l’offerta, quello il metro, or che Silvio Berlusconi andato è, “berlusconi” sei tu: chi può venderti di più?