ATTRAVERSO LO SPECCHIO: I TAROCCHI – Introduzione

Magia. Tanti modi per definirla. Forse troppi.

Magia non è altro che esperienza dell’energia che pervade il mondo intero. Basta un passo, uno solo, e puoi attraversare lo specchio, superare l’apparenza delle cose, scoprire simboli. E loro hanno per te una risposta. Che è la tua, singola, particolare risposta. Solo per te.

Ecco che le carte dei Tarocchi in quest’ottica acquistano un caratteristico significato. Jung dice: “Esse sono immagini psicologiche, simbolo con cui si gioca, come l’inconscio sembra giocare con i suoi contenuti. Esse si combinano in certi modi, e le differenti combinazioni corrispondono al giocoso sviluppo degli eventi nella storia dell’umanità”. I Tarocchi non prevedono il futuro, non sono un gioco di prestigio né hanno poteri sovrannaturali, se non spalancare l’intuitività e smuovere il subconscio aiutando, se disponibili ad accettare di oltrepassare lo specchio, a scoprire quello che si cela dietro/dentro la nostra mente e la sincronicità con il vissuto. Chi si avvicina ai Tarocchi con diffidenza, non avrà lo stato d’animo giusto per lasciarsi ispirare, opporrà resistenza. E non troverà beneficio, restando chiuso in se stesso non permetterà al flusso del potenziale di scorrere. Italo Calvino nel suo libro “Il castello dei destini incrociati” spiega perfettamente la “logica” della lettura dei Tarocchi. Le sequenze differenti delle carte narrano eventi distinti, e perfino la stessa sequenza crea storie diverse perché ogni personaggio la interpreta in modo del tutto individuale. I Tarocchi sono un mezzo per entrare in contatto con l’io profondo.

Non si hanno dati certi sulle loro origini, si possono trovare molte ipotesi tra cui nomino come esempio la derivazione dei geroglifici dei Libri di Thot (42 libri mitici, dispersi o nascosti in biblioteche egiziane segrete), e le analogie con gli esagrammi de Il libro dei mutamenti I-Ching (libro custode dell’antica saggezza cinese di più di 3.000 anni fa). Detto ciò i primi indizi reali della loro esistenza in Europa si trovano alla fine del XIII secolo e si suppone siano giunti a noi da scambi con i Mamelucchi Egiziani, mentre il primo riferimento scritto è in una lettera del 1440. In quel periodo si suppone venissero usati come semplici carte da gioco poiché non vi è traccia di accenni ad altri impieghi. Esistono varianti con un numero di carte ridotto o aumentato (per esempio il tarocchino bolognese, il tarocco siciliano, la trappola veneziana, le sibille, le michiate). Solo durante il Medioevo l’utilizzo è virato verso la divinazione. Il tipico mazzo è composto da 78 carte: 14 carte per ciascuno dei 4 semi (bastoni, coppe, denari e spade) dall’asso al 10 più 4 figure (fante, cavallo, regina e re) dette Arcani minori e 22 Arcani maggiori numerati dallo 0 al 21.

Questi sono i Tarocchi di cui ti parlerò nei prossimi articoli con l’insieme di simboli, immagini e colori che li compongono. Ti accompagnerò a sbirciare oltre lo specchio, per scoprire un mondo oltre.