10 dicembre

10 dicembre

La cartomante era in fondo alla fiera, quasi nascosta.

Si accedeva alla tenda scostando una tenda su cui era ricamata la parola apparenza.

L’uomo entrò e si sedette su una sedia che era stata messa a disposizione in una specie di sala d’aspetto che precedeva lo spazio dove avveniva la consultazione vera e propria. In quello spazio era solo ma sentiva parlare al di là della tenda, segno che un consulto era in atto.

La sala di attesa era riscaldata in qualche modo anche se l’uomo non capiva come, e lo era a tal punto che fu costretto a togliersi la giacca e ad allentarsi il colletto della camicia. Si risedette e allungò le gambe, un odore penetrante di spezie filtrava da sotto la tenda e tra, il caldo e l’attesa, l’uomo si assopì.

Sognò una bambina scalza che giocava davanti a lui. Aveva una bambola con i capelli inzacherati di una poltiglia biancastra che poteva essere acqua e farina o forse una muffa leggera fiorita tra la stoffa del vestito e poi propagata ai capelli. La bambina le parlava amorevolmente e ogni tanto la stringeva a sé. Un gatto nero si era avvicinato e guardava con curiosità ora l’uomo ora la bambina.

Quando quest’ultima si accorse del gatto si alzò di scatto spaventata e indietreggiò fino a portarsi a ridosso dell’uomo che istintivamente cercò di rassicurarla sulla natura pacifica del gatto. La bambina tuttavia non era convinta e rimaneva in una posizione rigida stringendo spasmodicamente la bambola, l’uomo con delicatezza la prese in braccio e lei si accoccolò addormentandosi all’istante. Il gatto fece un verso strano di gola che somigliava ad un singhiozzo che allarmò l’uomo al punto da svegliarlo. In quel momento una donna uscì dalla tenda della consultazione piangendo a dirotto.

l’uomo associò il suono a quello che aveva attribuito al gatto del suo sogno. Quando la donna si accorse di non essere sola cercò un fazzoletto nella borsa ricomponendosi e allontanandosi in fretta.

Deducendo che fosse il suo turno varcò la tenda dove la penombra era così accentuata che a stento vedeva le fattezze della cartomante, capì solo che era minuta. La donna gli fece un cenno per invitarlo a sedersi di fronte a lei. Aveva un velo davanti al viso e la voce era profonda e calda.

“Posso farti sognare per 50 euro, leggerti le carte per 70 o dirti la verità”

“E la verità quanto costa?” chiese l’uomo.

“Niente, la verità te la dico gratis, la verità si paga abbondantemente da sola”

“Dimmi la verità allora” disse divertito l’uomo.

“Uscito di qui morirai” disse lapidaria la donna.

l’uomo rimase interdetto aspettandosi un qualche seguito ma la donna rimase immobile, senza aggiungere altro. Un gatto nero simile a quello del sogno si avvicinò saltando sul tavolo, agitava la coda nervosamente e l’uomo percepì in questo un invito ad uscire.

Il consulto era terminato. La testa gli ronzava ed era malfermo sulle gambe ma si costrinse ad uscire. l’aria fresca lo rinfrancò un po’ ma continuava a guardarsi attorno, cercando la causa della morte che gli era stata predetta.

Arrivò fino a casa coperto da un sudore freddo, si mise a letto in preda a tremori gelidi in tutto il corpo. Dormì un sonno frammentato in cui sognava ossessivamente la funesta profezia.

Aveva la febbre, ma verso il mattino, si sentì meglio.

Man mano che passavano le ore il pensiero della morte si ridimensionava, dopotutto era una fiera di Carnevale, la chiromante probabilmente diceva a tutti la stessa cosa perpetrando un macabro scherzo ai creduloni come la donna che lo aveva preceduto e…. lui stesso, che si era lasciato impressionare. Nel pomeriggio si alzò dal letto e guardò con indulgenza il crepuscolo invernale: gli piacevano le ore che precedevano il buio. Rimase così alla finestra fino a notte. Poi risolse di tornare a letto senza neppure cenare, non aveva appetito dopotutto.

La mattina successiva accadde una cosa strana: perso nei suoi pensieri era uscito di casa ma ora che si trovava davanti all’edicola per acquistare il giornale non aveva memoria dei gesti e dei passi che lo avevano portato fino a lì.

Aveva inserito il “pilota automatico” pensò sorridendo.

Davanti all’edicola campeggiavano i titoli in prima pagina e uno attirò la sua attenzione: un uomo era stato stroncato da infarto proprio alla fiera dove era stato lui due giorni prima.

Qualcosa lo toccò. Un gatto nero gli si strusciava contro le gambe.

Alzò lo sguardo.

Una bambina con una bambola sporca gli fece cenno di seguirla.